Sulle tracce di San Paolo: l’itinerario più spirituale dell’arcipelago maltese
A Malta e Gozo, la fede non è un dettaglio culturale: è un respiro profondo che attraversa secoli di storia. Ogni 10 febbraio, questo spirito prende forma nella Festa di San Paolo, una celebrazione che ricorda il naufragio dell’Apostolo nel 60 d.C. e l’arrivo del cristianesimo sull’isola.
Per i maltesi, San Paolo non è soltanto un personaggio biblico: è il padre spirituale della nazione, l’uomo che ha lasciato un’impronta indelebile sulla loro identità.
A Valletta la festa si trasforma in un momento di intensa partecipazione collettiva. Le strade si riempiono di canti, bande musicali e decorazioni colorate, mentre la statua del Santo avanza tra la folla in un’atmosfera vibrante. I fuochi d’artificio che illuminano il Grand Harbour aggiungono un tocco spettacolare a una celebrazione che intreccia devozione, orgoglio e senso di comunità.

Itinerari spirituali: sulle orme di San Paolo
Chi desidera vivere la storia di San Paolo può seguire a Malta un percorso che attraversa alcuni dei luoghi più significativi dell’arcipelago.
La prima tappa è Mdina, la “Città del Silenzio”, dove la Cattedrale di San Paolo accoglie i visitatori con la sua eleganza barocca e le opere che raccontano il naufragio dell’Apostolo. Poco distante, a Rabat, si entra nel cuore delle origini cristiane di Malta:
- La Grotta di San Paolo, dove secondo la tradizione l’Apostolo visse durante i suoi tre mesi sull’isola.
- Le Catacombe, un intricato sistema sotterraneo che custodisce le prime testimonianze del cristianesimo maltese.
- La Chiesa Collegiata, un capolavoro barocco che domina il quartiere.
Il viaggio prosegue verso St. Paul’s Bay, il luogo del naufragio. Da qui parte una gita in barca che ripercorre idealmente la rotta dell’Apostolo, conducendo alla piccola isola di San Paolo, dove una statua del IX secolo veglia sulla baia come un faro spirituale

Sull’isola di Gozo, gli itinerari diventano esperienze spirituali che abbracciano anche la natura: il breve trekking attorno a Ta’ Pinu, con la sua Via Crucis, e quello attorno alla Statua del Cristo Risorto conducono a scorci di paesaggio, silenzi e momenti di riflessione.
È un finale perfetto: un viaggio che unisce storia, spiritualità e natura, lasciando che il vento del Mediterraneo accompagni l’ultimo passo di un percorso che parla al cuore.